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Vendere all’estero Olio Extra Vergine di Oliva, dove?

del 22/05/2018 di Micol Vezzoli
Vendere all’estero Olio Extra Vergine di Oliva, dove?

Utilizzato come condimento nella dieta mediterranea ma non solo, l’olio extra vergine di oliva italiano è un prodotto apprezzato in tutto il mondo.


Nel nostro Paese ci sono centinaia di piccoli produttori e frantoi con prodotti di altissima qualità assolutamente idonei per essere venduti nei mercati esteri.


Verso quali mercati e perché si dovrebbe esportare olio evo?


Due premesse:

  1. E’ fondamentale essere consapevoli del proprio prodotto (artigianale vs industriale, qualità, capacità produttiva, ecc.) e della propria struttura (un’azienda di piccole dimensioni, con limitata o nulla esperienza internazionale dovrà senz’altro farsi supportare da professionisti che conoscono sia il prodotto che i mercati esteri - si vedano ad esempio i Temporary Export Manager del nostro network - ma soprattutto valutare, nel breve termine, mercati più vicini e meno complessi)
  2. Per scegliere le migliori destinazioni è importante munirsi di dati oggettivi e non procedere per tentativi o per sentito dire.


Quali sono i dati oggettivi nella scelta dei mercati di destinazione? Le informazioni utili sono diverse ed appartengono alle seguenti macro categorie:

  • attrattività generale del Paese
  • attrattività settoriale e di prodotto
  • accessibilità del Paese

Di seguito vediamo le principali variabili relativi l’attrattività del prodotto e l’accessibilità del Paese.


Volumi di importazione di olio evo. Questo è il dato più facile da reperire e quello maggiormente utilizzato per fare una prima valutazione dei mercati. Tuttavia sconsigliamo caldamente di affidarsi esclusivamente a questa informazione: non sempre il primo mercato per volumi è il migliore mercato per l’esportatore italiano. Un piccolo produttore, infatti, non ha necessità di grandi volumi ed anzi, talvolta si troverebbe in difficoltà a fare fronte ad una domanda eccessiva. In ogni caso questo è il modo più semplice per verificare in quali Paesi c’è domanda del prodotto.


Quali sono i mercati che più importano olio extra vergine di oliva made in Italy?

I primi 10 mercati destinatari dell’export italiano di olio evo sono:

  1. Stati Uniti 74 tonnellate
  2. Germania 29
  3. Francia 24
  4. Canada 14
  5. Giappone 13
  6. Regno Unito 9
  7. Svizzera 5
  8. Cina 4
  9. Brasile 3
  10. Svezia 3


Uno dei dati più utili da osservare è il prezzo medio di importazione. In generale questo indica quali sono i mercati con una maggiore o minore attenzione al prodotto di fascia alta. Il dato però deve essere letto con grande attenzione:

  • non si tratta del prezzo “a scaffale” ma del prezzo “allo sdoganamento” per cui bisogna ad esempio considerare tutta la filiera a valle
  • il prezzo deve tenere conto della distanza geografica (e quindi del costo di trasporto)
  • bisogna verificare la presenza di barriere all’ingresso, in particolare di dazi doganali


Quali sono i Paesi che mediamente importano olio evo ad un prezzo più alto?

  1. Svizzera 6,2 Euro/Kg
  2. Giappone 5,9
  3. Svezia 5,5
  4. Germania 5,4
  5. Stati Uniti 5,3


Ci sono dazi doganali per l’olio evo in questi mercati?

  • USA 5 cent/Kg lordo (3,4 cent/Kg se biologico)
  • Brasile 10%
  • Cina 10%
  • Svizzera da 54,55 a 77,75 CHF/100 kg lordo


La quota mercato dell’Italia è un’altro indice che ci rassicura del fatto che nel mercato sia già radicata una certa cultura ed apertura nei confronti del prodotto italiano (significa anche che ci sarà una maggiore concorrenza “azzurra” ma questo fa parte del gioco ndr).


Quali i mercati in cui l’Italia ha una quota di mercato* maggioritaria?

  1. Canada 70%
  2. Svezia 63
  3. Germania 60
  4. Stati Uniti 54
  5. Svizzera 51


Crescita dell’import. Entrare in un nuovo mercato e conquistarne quote a scapito dei concorrenti già presenti è attività molto complessa, soprattutto per aziende che hanno budget limitati. Per questa ragione scegliere i mercati con maggiore spazio è fondamentale. Un indicatore di semplice comprensione è la variazione delle importazioni nel tempo. Un mercato in crescita (le cui importazioni stanno aumentando rispetto al recente passato) ha senz’altro più spazio rispetto ai Paesi in flessione.


In quali mercati sta crescendo la domanda di olio evo nel 2018 (primo bimestre)?

  1. Regno Unito +50% rispetto al 2017
  2. Canada +48
  3. Giappone +25
  4. Germania +16
  5. Brasile +7
  6. Svezia +6


I dati raccolti sono una sintesi ed una esemplificazione rispetto ad un’analisi completa. Tali informazioni vanno ponderate insieme ad altre variabili ma se dovessimo basarci esclusivamente su queste, un’interpretazione potrebbe essere la seguente: Germania e Svezia come mercati “di prossimità” con ottime opportunità; Canada e Giappone come mercati “distanti” ma estremamente interessanti.

La Germania è il secondo mercato di destinazione delle vendite di olio evo italiano ed il primo in Europa. Inoltre i tedeschi dimostrano ricercare beni di qualità medio-alta ed una particolare attenzione nei confronti del prodotto italiano.

La Svezia è senz’altro un mercato di nicchia con volumi di importazione molto inferiori rispetto agli altri player tuttavia è il terzo Paese per import di prodotti di qualità dopo Svizzera e Giappone e predilige il prodotto italiano.

Esportare olio evo in Canada e Giappone comporta senz’altro maggiori costi (trasporto) rispetto ai mercati di prossimità tuttavia si tratta del quarto e del quinto Paese di destinazione per volumi, del primo per quota di mercato del prodotto made in Italy (Canada) e del secondo per prezzo medio di acquisto (Giappone). Inoltre, a differenza degli Stati Uniti e della Svizzera che rimangono comunque molto interessanti, non prevedono dazi doganali.


Una volta scelte le destinazioni con maggiori probabilità di successo e prima di passare alla fase operativa è importante definire la strategia di ingresso anche attraverso lo studio approfondito dei mercati obiettivo ed in particolare:

  • prodotti e marchi presenti (ad esempio chi sono i competitor, quali sono i formati ed i prezzi a scaffale)
  • canali di distribuzione
  • eventuali regole e normative da rispettare ed altre barriere all’ingresso


Un professionista che conosce bene il prodotto ed i mercati target è già in possesso di queste informazioni per cui è in grado di ridurre drasticamente il “time to market”.

Per questo in Tem Italia dedichiamo grande attenzione al momento di selezione ed incontro tra aziende e TEM.




I dati sono riferiti al 2017 e la fonte è la European Commission

*sul totale dell’import dall’Europa


TAG: opportunità di export

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