Recentemente sono stato invitato a discutere il caso TEM ITALIA presso l’Università degli Studi di Brescia, a cui sono molto legato.

È un ambiente a cui sono molto legato e che ho cercato di non abbandonare dopo la Laurea: per 3 anni sono stato docente esercitatore per un corso di finanza della laurea magistrale e negli anni ho sempre portato diverse testimonianze alle classi per parlare delle mie tappe professionali, tra cui quella principale e più recente di TEM ITALIA.

Durante l’ultima testimonianza, nonostante i sapori di quegli antichi corridoi siano sempre gli stessi, ho avvertito un profondo senso di cambiamento riguardo al tema dell’economia aziendale.

Mi spiego meglio.

Quando ho conseguito la laurea magistrale in direzione aziendale nel 2010, sempre presso l’Università di Brescia, le funzioni all’interno dell’impresa erano chiare: produzione, amministrazione e commerciale.

I mercati non erano così fortemente competitivi come oggi ed il significato di marketing iniziava appena a farsi strada come funzione “trasversale” a tutte le attività aziendali.

In 10 anni la gestione aziendale ha subito moltissimi cambiamenti, in modo particolare nel management. Non esistono più funzioni aziendali che possono essere gestite in completa autonomia, come un tempo.

…a tal riguardo mi viene in mente uno dei film di Fantozzi dove l’ufficio contabilità e l’ufficio sinistri in cui lavorava il Ragioniere sembravano 2 compartimenti stagni, completamente distinti, accomunati solo dalla pausa caffè insieme alla macchinetta. Sembra preistoria ed invece sono passati solo alcuni anni.

Oggi, ogni funzione aziendale è trasversale alle altre, soprattutto nelle piccole e medie imprese e ogni cambiamento in azienda coinvolge immediatamente l’ambiente circostante e può avere ripercussioni in tutto il mondo, in tempo reale. 

A fronte di questo dato di fatto, anche le funzioni manageriali in azienda si devono adeguare e rinnovare velocemente. Salvo eccezioni di natura prettamente tecnica, ogni ruolo in azienda deve possedere competenze multidisciplinari e saper gestire diverse tematiche, a tutti i livelli dell’organigramma. 

Il posto fisso è stato superato da molto tempo, ed ora è necessario andare oltre anche al ruolo fisso…

All’interno di questo contesto anche il ruolo del manager che “viene dall’esterno”, il temporary manager, o il fractional manager, si deve rinnovare. L’evoluzione del ruolo manageriale non deve infatti riguardare solo i dipendenti, ma anche i manager esterni.

Non è più sufficiente portare “esperienza”in base a quello che si è “visto da fuori”, ma è necessario portare qualcosa in più in azienda. 

Seppur le competenze di ciascuno siano calate in una specifica funzione aziendale, il manager deve assumere un ruolo multidisciplinare. Nel caso dell’export:

  • utilizzo di piattaforme per analizzare i dati di mercato 
  • utilizzo di strumenti digitali per individuare nuovi prospect
  • possedere competenze contrattuali e logistiche
  • possedere competenza in tema di comunicazione (interna ed esterna)
  • essere a proprio agio nel lavoro di squadra
  • dimostrare approccio critico verso se stessi e verso le inefficienze aziendali
  • possedere senso commerciale e intuito
  • possedere competenze tecniche di prodotto
  • possedere competenze relazionali
  • possedere competenze interculturali di mercato

Se l’export manager non possiede tali competenze, o non dimostra di volerle acquisire, sarà spesso in difficoltà, sia esso dipendente o esterno.

In TEM ITALIA stiamo plasmando la nostra community di manager con temporary export manager che dimostrano di possedere le caratteristiche sopra citate. Oggi l’azienda non è più disposta a remunerare un manager che non abbia un approccio di questo tipo, o che non voglia rinnovarsi.

A tal fine, uno dei principali obiettivi di TEM ITALIA, da sempre, è quello di individuare manager con profili di questa natura, che possiedono questi evidenti PLUS.

Il vero gap da colmare non è la mancanza di manager, ma la necessità di ampliare le loro competenze. A fronte di un mercato sempre più complesso, la strada del rinnovamento e della formazione manageriale continua, è inevitabile, soprattutto nell’export.

Damiano Santini

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