Valutare la tua azienda in chiave export, scegliere e conoscere i mercati migliori, redigere il tuo piano export.

Parlo di questo oggi e lo faccio recensendo uno dei più completi “coltellini svizzeri” per la pianificazione dell’export.

Andiamo con ordine.

Ho conosciuto StudiaBo, la società che ha sviluppato ExportPlanning, diversi anni fa. Stavo lavorando ad un report che mi consentisse di definire in modo oggettivo il ranking dei mercati esteri con maggiori probabilità di successo per le aziende nostre clienti.

Utilizzavo i dati import-export forniti dalle dogane, conoscevo l’italiano Coeweb, l’europeo Eurostat e il “mondiale” UN Comtrade. Non volendo limitarmi ai flussi commerciali accedevo ad altre fonti per valutare anche l’attrattività generale e l’accessibilità dei mercati.

Insomma, raccoglievo da più parti i dati e li rielaboravo per ottenere il risultato cercato.

Non esisteva uno strumento in grado di aggregare e rielaborare tutte le informazioni che mi servivano.

Non esisteva, fino a che non ho conosciuto StudiaBo e il loro database Ulisse (il “motore” da cui Exportplanning attinge la maggior parte dei suoi dati).

Ne è nata una collaborazione proficua ed uno scambio di idee che, in sintesi, mi consentiva di automatizzare buona parte del lavoro.

Poi, come talvolta accade, le nostre strade si sono separate. Io concentrato sulla gestione dei progetti export, StudiaBo a testa bassa a lavorare per rendere più completi e fruibili i propri dati.

Quando ho fondato Tem Italia ho scoperto che ExportPlanning aveva inserito nuovi tool e nuove funzionalità.

Ho deciso quindi di testarlo, utilizzandolo nella fase di pianificazione dei nostri progetti export.

Ecco la nostra prova di Exportplanning

ExportPlanning offre diversi strumenti per la pianificazione ed il monitoraggio dei progetti export.

Questi tool raccolgono e rielaborano una serie di dati per:

  • Valutare la prontezza all’export delle imprese
  • Identificare i mercati esteri con maggiori potenzialità
  • Approfondire e studiare i mercati esteri obiettivo
  • Valutare e pianificare le strategie di ingresso nei mercati esteri
  • Elaborare un vero e proprio Piano Export
  • Monitorare in modo costante l’andamento dei mercati esteri 

Per chi è ExportPlanning?

Exportplanning è per tutti coloro (imprenditori, manager, collaboratori, TEM, consulenti, banche, commercialisti, ecc.) che intendono raccogliere dati oggettivi a supporto di un progetto export loro o di un’azienda che rappresentano.

Per tutti perché coniuga la semplicità di utilizzo (e le dettagliate istruzioni) con il grado di dettaglio e approfondimento necessario ai professionisti più esigenti.

Come ExportPlanning aiuta un neofita dell’export

Comincio dal fondo, da una funzione particolare, che non ho mai trovato altrove, molto utile per chi non ha familiarità con un Piano Export: la possibilità di crearne uno mettendo insieme tutti i report dei singoli tool presenti in ExportPlanning. 

ExportPlanning, infatti, propone un approccio sequenziale alla pianificazione export ed offre strumenti che consentono la redazione di un checkup, la scelta dei mercati e la pianificazione delle strategie. 

La naturale conclusione di tutto questo è il piano export. La guida per chiunque debba avviare e gestire un progetto internazionale.

Torno all’inizio e ti parlo del primo tool a supporto di chi ha poca esperienza in fatto di export: l’ERA (Export Readiness Assessment) consente di valutare il livello di preparazione all’export della tua azienda mediante la compilazione di un semplice (ma articolato) questionario. 

Vi è inoltre una sezione che offre un approfondimento sulle diverse modalità di ingresso nei mercati, dall’esportazione indiretta fino agli investimenti produttivi in loco.

Come ExportPlanning aiuta un professionista dell’export

Quello a cui più tengo a parlare sono quegli strumenti, utili anche e soprattutto al professionista dell’export, per l’identificazione dei mercati con maggiori opportunità, basati su una mole di dati oggettivi, precisi ed accurati.

In particolare il Reporting tool consente di scegliere il tuo prodotto/settore – la scelta è basata sul codice doganale fino a 6 cifre ma è possibile partire da altri codici (ateco e naics) o, molto utile, la ricerca per parole chiave – per:

  • valutare le opportunità di business nei mercati per uno specifico prodotto/settore
  • studiare i competitor (intesi come paesi esportatori)

Le parole rendono poco, perciò ecco alcune immagini per rendere l’idea del dettaglio a cui puoi arrivare con pochi clic.

Incrociare domanda e offerta creando una tabella come questa non è cosa facile. Ad oggi credo che solo ExportPlanning sia in grado di offrire questa interessante panoramica per uno specifico prodotto.

In un attimo è possibile conoscere da chi si approvvigionano i principali mercati importatori.

In alcuni casi, soprattutto quando il tuo prodotto è di qualità medio alta, può essere utile segmentare i mercati per fasce di prezzo, così da identificare quelli più predisposti nei confronti dei prodotti premium. Questa matrice rende immediata la valutazione. 

Nella parte alta del grafico ci sono i mercati che cercano prodotti di alta fascia. Nella parte destra trovi i mercati di maggiori dimensioni.

La stessa cosa può essere fatta per i paesi esportatori competitor, cioè puoi vedere come si posizionano i tuoi principali concorrenti, se nella fascia bassa o alta del mercato.

La capacità di rielaborazione dei dati di StudiaBo è ben sintetizzata in questo grafico: ExportPlanning non si limita a presentare dati storici ma è in grado di offrire uno scenario di previsione  dell’andamento della domanda nei prossimi anni.

In questo grafico, i dati ufficiali arrivano al 2019, puoi vedere la previsione del quadriennio 2020 – 2023. La caduta conseguente alla pandemia è assimilabile a quanto visto nel 2009, tuttavia – per il prodotto preso ad esempio, strumenti di misura – si prevede una ripresa già dal 2021.

Infine, il tool Market Selection serve a definire un ranking dei mercati esteri sulla base di variabili macroeconomiche di diversa natura: 

  • attrattività generale (es. popolazione e tasso di crescita del PIL)
  • attrattività di prodotto (es. dati import)
  • affidabilità (es. fattori di rischio)
  • accessibilità (es. tariffe doganali e distanza geografica). 

Lo strumento è completamente personalizzabile nella scelta delle variabili e dei pesi da assegnare a ciascuna.

Il resto lo fa ExportPlanning: le variabili vengono normalizzate – una sorta di trasformazione in punteggi – per poter essere confrontabili tra loro e viene creato un indice sintetico che decreta la classifica dei mercati più promettenti. 

Le variabili utilizzabili sono veramente molte. Segnalo la variabile costo medio del lavoro dei concorrenti perché può essere utile per quelle aziende che, offrendo un prodotto ad alto costo del lavoro (labour intensive), hanno la necessità di valutare i mercati target in base al costo della manodopera dei diversi paesi concorrenti sul mercato.

Tutti i report sono personalizzabili con il proprio logo e scaricabili. Funzione molto utile per chi, come un Temporary Export Manager, vuole creare un report a proprio marchio da condividere con i propri clienti.

Cosa non mi piace di ExportPlanning

Cambierei il naming ai vari tool. In alcune pagine trovo il nome in italiano in altre la versione inglese, questo può generare confusione. 

Lavoro in ambito export da diversi anni e ho sviluppato un mio metodo personale. Per questa ragione alcuni dei tool offerti da ExportPlanning – sebbene ritengo siano molto utili a chi si approccia a questo mondo per la prima volta – non rappresentano per me un valore aggiunto.

Mi riferisco in particolare all’Export Readiness Assessment e il Piano Export, per il quale preferisco seguire una struttura diversa. 

La nostra valutazione di ExportPlanning come strumento per la pianificazione dei progetti export

In conclusione, ExportPlanning è promosso a pieni voti. 

Che tu sia all’inizio della tua esperienza internazionale o sia un professionista dell’export, con ExportPlanning hai un luogo unico in cui trovare tutti i dati (oggettivi) necessari alla tua valutazione e pianificazione per l’export
Sono lontani (finalmente) i tempi in cui si approcciava un mercato a sensazione o per sentito dire, benvenuti nell’era dell’export scientifico!

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