Vorrei apportare un piccolo contributo, in cui riporto le mie considerazioni di 36 anni di lavoro.

Export manager a 28 anni, 5 lingue, esperienze di viaggio e di contatti nei 5 continenti, laurea in psicologia a 40 anni e un amore immenso per la Cultura Italiana con competenze sulla Storia dell’Alimentazione e della Canzone Italiana.

Il suggerimento avuto da Mr. Stevenson, presidente della Cummins Europa, (multinazionale americana di motori diesel) quando avevo 24 anni, ce l’ho ancora nel cuore:

– Fai più esperienze possibili –

Le ho fatte e non mi sono pentito. Tali esperienze sono state belle e brutte e tutte hanno aumentato il mio bagaglio culturale.

Venendo al Belpaese, siamo la prima nazione al mondo dove l’ossatura portante dell’economia è la PMI. Le aziende più grandi sono state perlopiù acquisite dalle multinazionali e le aziende di media dimensione, con la feroce crisi finanziaria del 2008, si sono ridotte drasticamente di numero, a differenza della Germania dove sono l’ossatura portante del loro sistema economico.

Avendo avuto esperienze sia in multinazionali che in PMI sono arrivato alle seguenti conclusioni.

La PMI oggi ha poche risorse finanziarie da investire, ha spesso una mentalità ancorata al passato, quando gli ordini arrivavano da soli. Spesso ha un management anziano, parentale, dove vige spesso il nepotismo. C’è poco rispetto per i collaboratori, si sentono frasi come: “abbiamo sempre fatto così”, “fare marketing costa e non porta ordini”, “i viaggi costano e devi portare risultati subito”, ecc.

Quindi?

OCCORRE UN CAMBIO DI PARADIGMA

La mentalità individualista è un freno allo sviluppo.

Ludovico il Moro a Milano e Lorenzo De Medici a Firenze nella metà del 1400, con la Cultura, hanno sviluppato i loro ducati e li hanno fatti diventare i più floridi di quei tempi.

Noi abbiamo ancora delle grandi qualità e delle buone carte da giocare, siamo i numeri uno al mondo nella lirica, nell’alimentare, nella moda, ci difendiamo anche con la meccanica, con l’illuminazione e siamo bravi anche in altri settori industriali.

L’aiuto di un consulente TEM (Temporary Export Manager) che collabora con più aziende dello stesso settore o in settori affini è sicuramente un vantaggio per le PMI che hanno poche risorse.

Al posto dell’individualismo occorre apertura e collaborazione.

I clienti si conquistano con la fiducia, con il tempo, devono essere convinti che hanno un interlocutore serio, puntuale, colto, preparato e che li aiuta a risolvere i problemi.

Puntare sulla qualità dei prodotti e delle persone è il primo passo.

Lavorare sotto stress è deleterio e fa perdere i collaboratori, “il tutto subito” o “il presto e bene” non esistono e non convengono.

Un lavoro metodico, analitico, sistematico che cura tutti i dettagli dell’immagine aziendale è un bel punto di partenza. Si può ottenere anche a costi bassi, basta volerlo fare.

Affidarsi a persone competenti, come i TEM, che si sanno relazionare a tutti i livelli, che sono ricchi di esperienza, voglia di collaborazione e affidabilità sono un grosso valore aggiunto, occorre avere però una sana mentalità che si chiama…Buon Senso…

Marco Brambilla

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