E’ noto a tutti che Italia e Francia sono i primi produttori di vino al mondo.


All’interno di quella che sembra essere un’eterna partita, vediamo quali sono le destinazioni in cui primeggia l’export di vino italiano e quali quelle in cui la leadership  è francese.

I francesi esportano circa 5,7 miliardi di Euro mentre l’Italia oltre 4,4. Insieme detengono il 40% del mercato globale.


Quali sono i mercati dove le esportazioni vinicole italiane superano la Francia?

Stati Uniti (primo importatore al mondo) e Germania (quarto) hanno una netta preferenza del vino italiano ma anche Svizzera e Russia, rispettivamente ottavo e undicesimo mercati mondiali, confermano una maggiore tradizione verso il prodotto made in Italy.


Allora quali sono i mercati dove l’Italia ha un importante gap da colmare con i produttori francesi?

Senza dubbio il Far East. La Cina è il secondo mercato importatore di vino al mondo e vede la Francia prevalere nettamente con oltre 700 mln di Euro contro i poco più di 100 dell’Italia. Hong Kong vale 600 mln di Euro per i francesi mentre solo 27 per l’Italia. Lo stesso vale per il Giappone (327 vs 145) e per Singapore (55 contro 14).

Cina ed Hong Kong sono anche i mercati che più sono cresciuti negli ultimi 5 anni (insieme agli USA) e questa è la conferma che i mercati asiatici rappresentano la sfida per il futuro per i produttori italiani.

Sergio Pancolini, Temporary Export Manager parte del network di Tem Italia che da qualche mese sta affiancando un piccolo produttore vitivinicolo siciliano, conferma l’apertura del mercato russo e la sfida dell’Asia: “ll vino italiano rappresenta perfettamente l’impegno la competenza e la passione per la produzione di qualità del nostro Paese. Ogni regione produttiva presenta delle caratteristiche diverse dal punto di vista enologico. All’estero sono prevalentemente conosciuti i nomi classici quali Chianti, Amarone, Brunello di Montalcino, Barolo, Prosecco. Ma negli ultimi anni la accresciuta capacità di riconoscere la qualità, unita alla maggiore diffusione delle informazioni tramite la rete, hanno permesso anche ai buyer stranieri di accedere alla conoscenza di quelle realtà vinicole italiane poco conosciute ma con caratteristiche uniche, come i vini strutturati di Puglia e Sicilia o quelli eleganti della zona della Franciacorta.

Tramite Tem Italia sono entrato in contatto con un’azienda siciliana che non aveva mai avuto esperienze internazionali; eppure il loro prodotto ha dimostrato di essere di altissima qualità e questo, insieme ad un’adeguata strategia di comunicazione, ci ha consentito di costruire un concreto percorso di crescita estera in poco meno di un anno.

Da Mosca a Vienna, da Dusseldorf a Seul ed Astana, il mio impegno lavorativo assieme alla chiara strategia di approccio ai mercati esteri discussa e concordata con l’azienda ci hanno consentito di portare alla visibilità internazionale una piccola cantina con una grande fiducia nella sua capacità produttiva e di innovazione”.

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