Con questo video andiamo ad approfondire quello che è la figura e il ruolo del Temporary Export Manager andando ad intervistare direttamente chi TEM è.

Oggi è qui con noi Domenico Giordano, che è un TEM parte del network e della community di TEM Italia.

Buongiorno Domenico come stai?

Buongiorno a tutti da Mosca. Molto bene, nonostante il contesto (Coronavirus, ndr) stiamo bene.

Ottimo, Domenico, vuoi raccontarci chi sei, che lavoro fai, in quali mercati – anche se hai già parlato di Mosca quindi qualcosa abbiamo intuito – e in quali settori sei specializzato?

Io sono in Russia dal 2003, sono laureato in lingue e letterature straniere, come base ho il russo e l’inglese come seconda lingua. In Russia dal 2003 per perfezionare la lingua e poi abbiamo iniziato un’attività di intermediazione. Oggi dopo 16 anni attivi sul mercato (nel 2004 abbiamo aperto la società), agevoliamo e acceleriamo l’ingresso in Russia e CSI delle aziende italiane. Quindi tutta la zona dove si parla russo noi siamo di casa. La nostra base è Mosca quindi il mercato principale è Mosca, però abbiamo relazioni con Azerbaijan, Kazakistan, Bielorussia, Uzbekistan. Dove si parla russo riusciamo a crearci una rete di contatti.

Perfetto. Ci sono dei settori specifici in cui lavori o sei trasversale a più ambiti?

Adesso siamo molto forti nel settore agroalimentare, in passato abbiamo trattato anche mobili e moda, che sono settori purtroppo che negli ultimi 6-7 anni hanno avuto un crollo importante. Il food invece mantiene posizioni e possiamo dire che negli ultimi 2-3 anni sta crescendo. Questo lo vediamo con il fatturato dei nostri clienti che anche in questo momento di crisi hanno un fatturato che sta crescendo e quindi siamo molto soddisfatti. Però la nostra rete di contatti ci permette di lavorare anche in altri settori. Un esempio: l’anno scorso abbiamo fatto uno scouting importante per Russia e CSI con una grossa azienda italo-tedesca di progettazione infrastrutture. Quindi progettazione di strade, autostrade, dighe e ferrovie.

Chiaro. Tu sei un Temporary Export Manager che opera direttamente sul mercato. Qualcuno ti definirebbe un Local Export Manager. Vuoi raccontare brevemente in cosa consiste il tuo lavoro e descriverci la tua giornata lavorativa tipo?

Dunque, giornata lavorativa tipo è difficile perchè varia molto. Stando qui in Russia le giornate partono con, facciamo il programma il giorno prima, quindi programmiamo una serie di telefonate o di incontri, leggiamo analisi di mercato, parliamo con i nuovi partner e quindi giornate abbastanza di ricerche e approfondimento. Quando siamo all’estero visitiamo le fiere, che sono il nostro momento più importante perchè permette di presentarci alle aziende, parliamo con loro di quello che sono le opportunità del mercato e lì troviamo anche i nostri clienti. Quindi dopo la fiera c’è tutto un follow-up quindi gestione di questi contatti. Ma nella quotidianità, qui siamo in continuo contatto con importatori e distributori, seguiamo gli ordini dei nostri clienti, e facciamo appunto sviluppo. Facciamo per nostra necessità, dei check-store che poi ci servono per parlare con le aziende con dati alla mano di quelli che sono le presenze di alcuni prodotti e le assenze di altri. Quindi abbiamo una giornata tipo molto fluida. 

Chiarissimo, grazie. Lavorando tu nel mercato russo, vuoi concludere questa breve intervista dandoci una breve panoramica su come operare sul mercato russo?

Affrontare i mercati, se possibile in maniera diretta, cioè venire, partecipare alle fiere, organizzarsi degli incontri, capire quello che è il mercato dal vivo. Poi affidarsi a dei professionisti, a un TEM che sia in loco possibilmente, che conosca il mercato e possa darti delle informazioni reali. Leggendo la stampa italiana mi rendo conto che non sempre ciò che leggo corrisponde a quella che è la realtà. Il mercato è un mercato aperto, che continua a richiedere prodotti dall’estero, in questo momento, o più precisamente, grazie all’embargo la Russia ha spinto sul pedale delle produzioni locali. È stata diciamo una imposizione dall’alto, quindi produrre prodotti di qualità e per questo c’è bisogno di tecnologia straniera e di knowhow straniero. Quindi l’Italia in questi anni ha aumentato le esportazioni di macchinari e di professionisti che sono venuti qui in Russia, chi per fare una consulenza, chi in pianta stabile. Quindi la Russia io la divido in 2 opportunità: quella dell’export che continuerà ad esserci e quella della produzione in loco.

Voglio precisare che quella paura che si ha della Russia è infondata. Se ci si affida a dei buoni commercialisti, dei buoni avvocati, si segue la legge russa e si opera nella massima trasparenza, il business lo si crea; c’è il rischio di impresa che c’è un po’ dappertutto però, producendo qui tu hai un mercato di 140 mln di abitanti che è la Russia, poi c’è l’unione doganale dove tu esporti senza dogana. 15 mln il Kazakistan, 10 mln la Bielorussia, 3 mln l’Armenia, non ricordo quanti milioni il Kirghizistan e quindi hai un mercato enorme. Quindi tu produci e vendi in questi paesi senza dogane più l’export che la Russia fa tradizionalmente in vari mercati: non dimentichiamo che la Russia esporta vari prodotti nell’estremo oriente, in Africa, in Europa, in America quindi la Russia è anche un esportatore, magari di prodotti finiti non tanto ma come semilavorati, per esempio a Ulijanovsk un’azienda russa che esporta in Italia componenti per le porte. A Lipeck, che è la zona del bianco, producono componenti per i frigoriferi che vanno in Europa e in Italia. La Russia può produrre anche qualità. Quindi è giusto esportare in Russia ma guardiamo al mercato anche come un luogo dove poter produrre. Si può produrre in serenità e in sicurezza. Questo è il concetto che voglio trasmettere e sono disponibile ad approfondire se fosse necessario.

Chiaro. Quindi, per riepilogare è un mercato da tenere in forte considerazione visto anche la dimensione e le potenzialità che ha non solo come mera esportazione ma anche per valutare l’istituzione di presidi locali siano essi presidi commerciali ma anche produttivi. 

Domenico ti ringrazio, ti saluto e dò appuntamento ai prossimi video.

Dasvidania e a presto!

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