Avrai sentito parlare del TEM, Temporary Export Manager ma chi è questo professionista e come può aiutare la tua azienda?

Scopriamolo insieme.

La figura del Temporary Export Manager esiste da diversi anni, tuttavia, solo negli ultimi anni ha preso piede ed è sempre più conosciuto ed apprezzato da parte delle imprese, per diverse ragioni.

Intanto la situazione post crisi del 2008-2009 ha portato tante piccole e medie aziende che prima non guardavano i mercati esteri ad avere il bisogno di approccarli anche con delle problematiche di budget ma anche perchè negli ultimi anni sono usciti dei contributi di finanza agevolata che consentivano all’azienda l’inserimento di queste figure per progetti o periodi comunque temporanei. 

Dunque il Temporary Export Manager è un professionista, solitamente dotato di partita iva, che porta le proprie competenze di export e internazionalizzazione – molte volte specifiche su particolari settori o particolari mercati – all’interno di più aziende

Quindi è un professionista esterno che viene ingaggiato dalle aziende ma che impatta in maniera certamente inferiore sui costi aziendali rispetto all’assunzione fulltime di un Export Manager di medio-alto livello.

Perchè è importante la figura del Temporary Export Manager? 

Perchè effettivamente con un costo inferiore e in tempi molto brevi puoi portare in azienda le competenze che in precedenza non avevi e che possono aiutarti quindi a sviluppare un percorso di internazionalizzazione.

Che cosa fa il Temporary Export Manager?

Tratta e gestisce diversi aspetti dell’internazionalizzazione, a partire dalla definizione della strategia di export

Deve essere un esperto di strategie di marketing internazionale, deve riflettere attentamente sull’approccio operativo e la strategia operativa da tenere sui mercati, passando dalla scelta dei mercati migliori fino all’identificazione della tipologia di controparti a cui approcciarsi e alla modalità di comunicazione con queste.

Ovviamente gestisce anche tutto l’aspetto operativo

E’ lui che si incarica di andare ad identificare quelle controparti di cui parlavamo, a contattarle e a sviluppare la relazione affinché poi porti i risultati ricercati. 

Se stiamo parlando di un cliente o comunque una figura distributiva l’obiettivo ovviamente è andare a vendere, generare un fatturato. 

Se parliamo di figure diverse come dei fornitori o dei potenziali partner ovviamente dobbiamo arrivare a strutturare la relazione affinché si vada verso l’obiettivo.

Infine, c’è anche un apporto formativo

Dato che il Temporary Export Manager è una figura temporanea, che passa del tempo all’interno o in affiancamento all’azienda, in modo non continuativo (solitamente sono percorsi di qualche mese, di un anno, di due anni che possono essere rinnovati) ma solitamente legato a uno specifico progetto, ad esempio: “Voglio aprire lo specifico mercato” o “Voglio iniziare un percorso di internazionalizzazione”, il ruolo formativo è fondamentale perchè dal momento in cui uscirà, il Temporary Export Manager deve essere stato in grado di trasmettere non solo dei risultati, dei nominativi, dei clienti già attivati, ma anche una metodologia che deve rimanere in azienda.

Ecco perché è importante che tu imprenditore nel tempo possa affiancare delle figure junior a questi professionisti che possano crescere insieme a loro.

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