L’Italia è il sesto produttore di centri di lavoro al mondo, dietro a Giappone, Germania, Taiwan, Stati Uniti e Corea del Sud.

L’export del 2016 è stato superiore a 300 mln di $, rappresentativi di una quota (sulle esportazioni globali) del 3,5%.

Giappone e Germania sono i due principali esportatori nel settore, con un peso rispettivamente del 30% e del 25%.

Tra il 2015 e il 2016 il mercato si è contratto in media del 16% con un picco massimo da parte del Giappone (-30%). L’Italia, tra i principali player, è l’unica a rimanere stabile, registrando una crescita dell’1%.

Per un produttore italiano con l’obiettivo di vendere all’estero, i primi tre mercati di destinazione dei centri di lavoro sono Cina, Stati Uniti e Germania. Tuttavia questi tre Paesi risentono dell’andamento negativo del settore negli ultimi anni: Cina e Stati uniti si confermano in calo tra il 2016 ed il 2015 (-16% e -8%) mentre la Germania rimane stabile (0%).

Tra i primi dieci importatori al mondo vi sono tre mercati che, in controntendenza rispetto al settore, registrano una crescita: il Messico (+25%), il Belgio (+8%), l’India (+6%).

Queste sono quindi tra le destinazioni preferibili per avviare (o consolidare) le proprie esportazioni.

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